L’Homo sapiens, ovvero l’uomo moderno, potrebbe essere semplicemente e naturalmente il risultato di un accoppiamento tra due specie diverse, che vivevano sullo stesso territorio, ma che avevano conformazione ed abitudini alimentari molto diverse. Sarebbero quindi gli “incroci” tra razze ed individui diversi i veri motori dell’evoluzione umana.
Secondo quanto si riteneva fino ad ora, l’evoluzione umana negli ultimi due milioni di anni è spesso ritratta come una successione lineare di tre specie: l’Homo habilis dalla cui evoluzione è nato l’Homo erectus, dal quale si è arrivati a noi, ovvero l’Homo sapiens.
Questi primi capitoli dell’evoluzione umana sono tutti da riscrivere a quanto risulta da due nuovi fossili scoperti in Kenya non lontano dal lago Turkana e descritti su Nature. I nuovi fossili proverebbero che due specie del genere Homo, l’Homo habilis e l’Homo erectus, contrariamente a quanto creduto finora, non sono l’una l’evoluzione dell’altra, ma due specie sorelle che sono vissute contemporaneamente condividendo per circa mezzo milione di anni lo stesso luogo in Africa Orientale.
L’Homo erectus dunque è stato sempre considerato come l’antenato più vicino all’uomo moderno, simile a noi per molti aspetti anche se con un cervello più piccolo. Il gruppo di ricerca, non solo demolisce questa linea evolutiva ma descrive l’Homo erectus come un essere molto più primitivo di quanto creduto.
Dell’Homo habilis è stata invece scoperta una mascella superiore con sei denti ben conservati, dal canino al dente del giudizio, dalla forma e dimensioni dei quali si è giunti ad attribuirli alla prima specie che ha dato vita al genere Homo. Questa specie, che aveva denti grossi e resistenti adatti a masticare cibi duri, era soprattutto vegetariano, l’Homo erectus con mascella e denti più piccoli preferiva carne e grassi animali.
- Redazione
- 11 Agosto 2007












