Per scoprire gli assassini di Meredith gli inquirenti confidano sui numerosi esami scientifici e biologici in corso che coinvolgono sia Raffaele Sollecito che Lumumba Diya

Giornata piena di analisi quella di ieri per l’indagine a Perugia sull’omicidio di Meredith Kercher e altrettanto sarà oggi, nel tentativo di capire gli spostamenti dei tre indiziati.
Nella giornata odierna si cercherà di capire se effettivamente Sollecito stava in casa lavorando al computer la sera del primo novembre scorso, quando Meredith veniva uccisa.
Dopo essere duplicato per evitare inquinamenti, l’hard disk del computer sequestrato a casa di Raffaele Sollecito, sarà esaminato dagli esperti della polizia postale. Sotto esame anche la linea telefonica di collegamento al computer.
Sono intanto cominciati ieri, presso il Servizio di polizia scientifica di Roma, gli accertamenti tecnici non ripetibili per l’evidenziazione di impronte digitali latenti su 29 reperti sequestrati il 5 novembre scorso nell’abitazione, a Perugia, dove è avvenuto l’omicidio di Meredith Kercher. Oggetto degli accertamenti sono oggetti di vario tipo ritrovati in tre stanze.
In particolare, in quella dove c’era il cadavere di Meredith, gli investigatori hanno prelevato, oltre vari oggetti anche la federa di cuscino sporca di sangue con quattro frammenti di impronte digitali.
Sempre ieri si sono conclusi, senza che siano trapelate indiscrezioni, gli accertamenti di polizia scientifica nel pub di Lumumba Diya, nel centro storico di Perugia.
Per escludere del tutto la presenza di tracce di sangue utile alle indagini nella casa di Raffaele Sollecito, le analisi non si fermano. Dall’appartamento la scientifica ha portato via una spugnetta e un fazzoletto di carta sporco di sangue. L’avvocato dello studente, in proposito, ha tuttavia sottolineato che il suo assistito soffre di epistassi.

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