La riduzione dei trasferimenti erariali ai Comuni è 54 volte più alta della stima del risparmio derivante dai tagli ai cosiddetti costi della politica degli Enti locali contenuta nella manovra Finanziaria. E’ quanto sostiene Fabio Sturani, sindaco di Ancona e Vicepresidente dell’Anci in una lettera inviata ai componenti della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, facendo riferimento ad un’indagine effettuata da ANCI e IFEL.
Forte preoccupazione dell’ANCI e dei Comuni per la disposizione contenuta nell’art. 26 comma 8 della Legge finanziaria 2008, che rischia di introdurre un nuovo e indiscriminato taglio ai trasferimenti erariali per cui “non appare condivisibile l’utilizzo di fondi derivanti dal risparmio di spesa del comparto Comuni per coprire le necessità di altri settori”.
La norma prevede una serie di disposizioni finalizzate alla riduzione dei costi della politica di Comuni e Province. In particolare, per quanto riguarda i Comuni, dispone una riduzione del numero di assessori e del tetto massimo dell’indennità di funzione dei consiglieri, che viene portata da un terzo ad un quarto del compenso spettante ai sindaci.
Dalla lettura della relazione tecnica, tale risparmio sarebbe pari a 283 milioni di euro che corrisponderebbe alla riduzione da un terzo ad un quarto dell’indennità di funzione massima percepibile da un consigliere Comunale e Provinciale, cui vanno aggiunti i tagli alle Comunità montane per un importo complessivo di 313 milioni di euro, che vengono tagliati al fondo ordinario dei trasferimenti erariali’’.
“In base ad un’indagine condotta da ANCI e IFEL su 860 Comuni (di cui 38 capoluoghi di Provincia) con popolazione pari a 15.285.485 abitanti – si è potuto constatare che la quasi totalità dei consiglieri dei Comuni interpellati (844) percepisce il gettone di presenza a fronte di un 1,86% che riscuote invece l’indennità di funzione.
A ciò si aggiunge che in 60 Comuni, i consiglieri Comunali hanno rinunciato a qualunque compenso (soprattutto nei piccoli Comuni). Inoltre, nei Comuni non capoluogo di Provincia, vengono indette in media 2 sedute mensili (per eccesso), che salgono invece a 4 (sempre per eccesso) per i Comuni capoluogo. Moltiplicando i gettoni di presenza per il numero di sedute annuali di ciascun consigliere, si ottiene una stima dei costi annuali pari a circa 56,6 milioni di euro.
In base ai dati raccolti ed elaborati, il costo effettivo dei consiglieri comunali è dunque pari, per il 98,14% dei casi, al costo dei gettoni moltiplicato per il numero di sedute e solo per l’1,86% dal costo dell’indennità di funzione.
Otteniamo così una cifra pari a 73,6 milioni di euro (55,6 milioni, riferiti ai costi di gettone + 18 milioni riferiti ai costi di indennità): tale cifra portata ad un quarto – come la manovra finanziaria prevede – risulta pari a 69,1 milioni di euro (55,6 milioni di euro + 13,5 milioni di euro). Pertanto un risparmio di soli 4,5 milioni di euro, molto lontano dai 283 supposti’’.









