Oggi alla facoltà di fisica dell'Università di Perugia presenterà la tesi che illustra l'incidente dello Shuttle Columbia

Dalle stelle… alla laurea in fisica per il colonnello Roberto Vittori, astronauta dell’Esa (Agenzia spaziale europea), primo italiano in missione sulla stazione spaziale internazionale.
Oggi Vittori dovrà discutere la tesi, alle 10, nel Dipartimento di fisica dell’Università degli studi di Perugia. Relatore, il professor Roberto Battiston.
Una tesi che è il coronamento di tanti anni di attesa, causati dagli impegni spaziali; Vittori, 43 anni, aveva cominciato il corso di laurea in fisica a 18 anni a Pisa. Successivamente era diventato pilota colladautore e intorno ai 30 anni aveva concluso gli studi in fisica all’Università di Perugia. Poi, le due missioni sulla Soyuz.
La tesi prende spunto dai dati lasciati in eredità dall’ultimo volo dello Space Shuttle Columbia
, il primo febbraio 2003 (che esplose in volo provocando la morte di sette astronauti) e cerca di estrarre e definire alcuni concetti potenzialmente in grado di delineare le future strategie di sicurezza nel settore del trasporto aerospaziale di futura generazione.
Considerazioni importanti – ha spiegato il professor Battiston – relativamente al modo in cui la navicella ha reagito alle condizioni aerodinamiche anomale indotte dal danno che si era creato. Questa analisi aggiunge elementi interessanti alle conoscenze teoriche nel campo dell’aerodinamica ipersonica, illuminando alcuni aspetti di quella straordinaria macchina volante che è lo Shuttle, contemporaneamente razzo, navetta spaziale e aeroplano”.

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