L’Associazione Vittime della Caccia, nel giorno in cui si è chiusa la stagione venatoria, ha dichiarato che “siamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra”.
“Nella stagione venatoria appena conclusasi – prosegue la nota – sono stati 37 i morti (10 persone innocenti) e 93 feriti (32 innocenti), 1 minore ucciso e 3 i bambini feriti, falcidiati dalle armi da caccia.
Nell’arco dei 12 mesi del 2007, invece, i morti per armi da caccia risultano essere 60 (di cui un altro bambino) e circa 100 i feriti. Una conta di uccisi che comprende persino minori! Bambini portati a caccia da irresponsabili adulti, bambini che maneggiano armi, bambini che uccidono, bambini che vengono uccisi”.
Le cifre non possono lasciare indifferenti soprattutto se si considera che si dovrebbe parlare di uno sport e di un divertimento. Dalle parole ai fatti: l’Associazione Vittime della Caccia non intende fermarsi alla sola azione di denuncia e “in Nome del Popolo Impallinato… per sport” promuove, per il 22 febbraio, il suo primo convegno nazionale dal titolo “La caccia è ancora un diritto in Italia e in Europa?”, a cui parteciperanno giuristi, senatori, parlamentari e personaggi noti.
“Porteremo le questioni fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – dice l’associazione – perchè anche in Italia si veda finalmente riconosciuto il sacrosanto diritto della maggioranza dei cittadini a essere tutelati in termini di pubblica incolumità e rispetto della proprietà privata, diritti fondamentali dell’uomo, purtroppo sistematicamente violati da chi si diverte sparando”.










