I sindacati del settore edile chiedono più lavoro, ma anche più sicurezza. Il riferimento è alla ricostruzione che interessa Marsciano “dove ancora oggi, a causa delle mancate risposte da parte delle istituzioni regionali, non è stata garantita la regolarità”.
sciopero edilizia

Sciopero nazionale di otto ore: il mondo dell’edilizia domani si fermerà per dire no alle proposte inaccettabili di Ance e Coop riguardanti il rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da un anno.

A spiegare le ragioni della protesta Tino Tosti della Filca Cisl, Gianni Fiorucci della Fillea Cgil e Franco Righetti della Feneal Uil nel corso della conferenza stampa unitaria, che si è tenuta questa mattina a Perugia.
“E’ indecente –hanno dichiarato i segretari- la proposta salariale di un aumento di zero euro e il tentativo di eliminare l’Ape –anzianità professionale edile, ma anche i tagli proposti nella bilateralità”.

In Umbria, i segretari non solo difendono il sistema della bilateralità come “garante del sistema di diritti”, ma ribadiscono la proposta di una regionalizzazione della Cassa Edile, del Cpt e della Scuola Edile per rendere più organica, efficiente e meno dispendiosa l’attività svolta da questi enti. “Il sistema dell’edilizia ha bisogno di reagire alla crisi anche nella nostra regione –fanno sapere Tosti, Fiorucci e Righetti- e per questo bisogna far ripartire i lavori pubblici oggi fermi, come la Perugia-Ancona, ma anche attraverso la ristrutturazione e la messa in sicurezza di edifici pubblici importanti come le scuole”.

I sindacati del settore edile chiedono più lavoro, ma anche più sicurezza. Il riferimento è alla ricostruzione che interessa Marsciano “dove ancora oggi, a causa delle mancate risposte da parte delle istituzioni regionali, non è stata garantita la regolarità”.
I sindacati di categoria, infatti, ormai da quattro mesi hanno chiesto un incontro con la Regione e il sindaco per definire un protocollo che permetta di lavorare in sicurezza e nella regolarità.

“E poi c’è tutto il fenomeno delle finte partite iva –denunciano Tosti, Fiorucci e Righetti- che continua a crescere a livello regionale e che rappresenta una forma di “lavoro grigio”.
Questo incrementa la concorrenza sleale, con gravi ripercussioni per il settore e per la sua strutturazione: nella provincia di Perugia sono rimaste solo 4 aziende con più di 50 dipendenti”. I segretari hanno ricordato, a riguardo, che “nei cantieri il lavoro autonomo è possibile per i piastrellisti e impiantisti, e non come spesso accade nell’utilizzo diffuso, tra gli altri, per i carpentieri, muratori e intonacatori”.

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