Protocollo d’intesa tra Legambiente e Anest, l’Associazione nazionale energia solare termodinamica, quest'ultima rappresentata da Gianluigi Angelantoni per dare le massime garanzie di sostenibilità ambientale agli impianti
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La firma del protocollo d’intesa tra Legambiente e Anest, l’Associazione nazionale energia solare termodinamica per dare nuovo slancio allo sviluppo di progetti di solare termodinamico rispettosi del territorio e dei cittadini, dà nuovo prestigio ed opportunità al Gruppo Angelantoni, visto che Gianluigi è proprio il presidente di Anest.

Le aziende che aderiranno, su base volontaria, all’intesa avranno l’occasione di godere di incentivi e profitti maggiori. Da parte loro  dovranno  rispettare le normative vigenti e costruire in aree idonee, riducendo l’impatto ambientale degli impianti alimentati a solare termodinamico che sfruttano la tecnologia CSP, Concentrated Solar Power, e le sue varianti più innovative tra cui quella a sali fusi creata dall’ENEA grazie al contributo di Carlo Rubbia e per quale le aziende del gruppo Angelantoni hanno l’esclusiva per alcune compenenti fondamentali 

Gianluigi Angelantoni, presentando il protocollo d’intesa con Legambiente ha sottolineato che l’accordo vuole essere un segnale forte per quei territori dove sono previsti nuovi progetti di impianti che utilizzano la tecnologia del solare termodinamico.
Impianti a fonte rinnovabile, previsti dalla normativa nazionale, che possono trovare per la loro dimensione e innovazione opposizione locale.

“L’accordo con Legambiente significa per noi presentarci nei contesti interessati a fianco di una delle più importanti associazioni ambientaliste italiane, e auspichiamo che, accanto a un processo di informazione trasparente e capillare, questo possa essere una garanzia per i cittadini che vi abitano.
Le aree ambientali sensibili verranno escluse dai siti papabili per la costruzione di nuovi impianti, così come i terreni agricoli di alto valore produttivo.
Inoltre la popolazione verrà adeguatamente informata sull’impatto dell’impianto ed eventuali sottrazioni di territorio naturale dovranno essere compensate adeguatamente.
La precedenza, come ha sottolineato il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani, verrà data ad aree dismesse e industriali, per limitare le ricadute sul paesaggio.”

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