Si rischia di sfiorare il 40 per cento di calo della quantità di olio prodotto e anche la qualità rischia di essere inferiore agli standard tipici dell’olio extravergine di oliva umbro
olio ottenuto da olive invaiate  al 50%

Una prima valutazione della stagione olearia nella nostra regione fatta dalla Cia dell’Umbria, forse, darà uno schoc salutare alla coltivazione degli olivi ed in genere all’intera agricoltura umbra che sembra essersi resa conto che, per i cambiamenti climatici in atto, tanto, tantissimo sta cambiando ed occorre sbrigarsi a pensare, unitamente a come rallentare il fenomeno se possibile ( e qualcosa sicuramente si può fare), a come farvi fronte.

A pochi giorni dall’apertura anticipata dei frantoi, le prospettive sono quelle di una netta riduzione, che rischia di sfiorare il 40 per cento, della quantità di olio prodotto.
Un calo generalizzato, previsto sia a livello regionale che nazionale, dovuto in primo luogo al particolare andamento climatico che ha favorito in alcuni casi l’attacco di parassiti e creato condizioni nel complesso sfavorevoli alla produzione.
Anche la qualità rischia di essere inferiore agli standard tipici dell’olio extravergine di oliva umbro.

Gli olivicoltori temono anche problemi sul fronte dei prezzi anche se, stando ai valori riscontrabili in questi giorni in altri Paesi (ad esempio la Grecia), vorrebbero assistere ad un incremento del valore anche in considerazione della riduzione della quantità prodotta, ma su ciò incombe la crisi economica in atto e le autoriduzioni che la maggior parte dei consumatori hanno iniziato a praticare sia in termini di quantità che di qualità.

Un quadro, quindi, non esaltante che rende ancor più urgente, a giudizio del Gie (Gruppo di interesse economico ) olivicolo della Cia dell’Umbria, la redazione ed una pronta attivazione del Piano olivicolo regionale, più volte annunciato dall’assessore all’Agricoltura negli ultimi mesi; uno strumento che dovrà interessare l’intera filiera – dagli impianti produttivi che vanno adeguati anche per renderli più resistenti agli effetti negativi dei mutamenti climatici in atto, alle strutture di trasformazione che andrebbero collegate tra di loro -. 

Comunque, al di là delle difficoltà dovute al calo produttivo, appare indispensabile – a giudizio del Gie olivicolo della Cia dell’Umbria – valorizzare e diffondere ulteriormente  la Dop “Umbria” per assicurare una adeguata remunerazione ai produttori fornendo al mercato un olio di altissima qualità.
La percentuale di olio Dop rispetto al totale prodotto nella regione è oggi intorno all’8-9 per cento; una quantità da non sottovalutare se solo si considera – è stato detto nel corso dell’incontro – che tale percentuale a livello nazionale non supera il 2 per cento.

Ai lavori del Gie olivicolo ha partecipato anche Leonardo Laureti, membro della Giunta regionale della Cia e presidente del Consorzio di tutela dell’Olio Dop “Umbria” che, nel suo intervento, ha posto l’accento sulla necessità di una promozione più puntuale del nostro olio extravergine di oliva sia sui mercati nazionali che internazionali. “In tal senso l’occasione che ci viene offerta dall’Expo 2015 – ha detto – non va assolutamente persa.

La cultura, le tradizioni ed il paesaggio legati all’olivo e all’olio rappresentano un elemento distintivo della nostra regione nel panorama mondiale sul quale far leva per valorizzare al massimo questa grande eccellenza.
Nei giorni scorsi – ha proseguito Laureti – anche il prestigioso quotidiano New York Times ha pubblicato un articolo che ha enfatizzato le caratteristiche organolettiche e salutistiche dell’olio umbro. Si tratta di un segnale molto importante che dimostra la grande attenzione riservata in tutto il mondo alle qualità di questo prodotto-simbolo della nostra regione; ed è l’indicazione di una tendenza – ha detto ancora il presidente Laureti – destinata a consolidarsi ulteriormente di pari passo con la divulgazione, in tutti i Paesi potenzialmente fruitori, delle peculiarità uniche ed irripetibili del nostro olio, elemento trainante, insieme al vino, per tutto l’agroalimentare umbro.
L’annunciato Piano olivicolo regionale – ha concluso Leonardo Laureti – dovrà, pertanto, accompagnare con intelligenza questa tendenza mettendo a disposizione, anche attraverso i sostegni del nuovo Psr 2014-2020, risorse consistenti per la filiera olivicola e per promuovere capillarmente l’olio Dop ‘Umbria’”.

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