La vicenda Thyssen Krupp a Terni sembra essere legata a filo doppio con passate o possibili future grane di competenza della magistratura.
Sono anni che Italia Nostra e WWF parlano di inquinamento legato all’acciaieria, ma fino ad ora sono stati trattati da “i soliti rompiscatole esagerati”, ora anche dalle autorità sanitarie viene un segnale dell’inizio di una iniziativa che, a questo punto, dovrà necessariamente salire di tono vista la risonanza che alla notizia delle olive permeate di inquinanti hanno dato anche i mezzi radio- televisivi nazionali e regionali.
Nel frattempo Italia Nostra torna ad invocare il commissariamento delle acciaierie e la loro messa in sicurezza, con una nota che integralmente riportiamo
“Dopo tunnel stradali ‘cromati’ come certe insalate a Prisciano, dopo uova e latte alla diossina e al PCB, spunta l’olio d’oliva ai metalli pesanti. Olio talora DOP, come riscontrato da alcuni giornalisti.
Eppure già nel dicembre 2013, unitamente al WWF, avevamo richiesto (allegato) l’interdizione di coltivazioni e allevamenti rurali in alcune specifiche aree cittadine i cui suoli stavano assorbendo -da decenni- quantità abnormi di nichel, cromo, arsenico e altro. Non stupisce che questi metalli siano finiti a lungo sulle nostre tavole.
Oggi è la stessa Radio Rai nazionale a trattare l’argomento -e i giornalisti hanno parlato di ‘sensazione di dati nascosti’- con notizie poi trasmesse dallo stesso TG regionale dell’edizione odierna.
Chi intendesse d’ora in poi nuovamente sottacere od occultare l’argomento, riducendo il grave inquinamento cittadino a questione ‘da pollaio’, è bene che legga le analisi, i campioni di prova, si informi compiutamente su elementi oggettivi e inoppugnabili sin qui emersi, facendo infine i conti con la realtà, con la propria crassa ignoranza, talvolta coi propri miseri interessi: siamo dunque dinanzi a una situazione delicatissima che chiama in causa responsabilità diffuse, certamente politiche e industriali di prim’ordine.
Oltre a un imbarazzante Ministero dell’Ambiente, da anni avviluppato sulla storia della discarica (con dentro persino la ‘mucca pazza’, secondo quanto riferito in radio!), pervenendo infine a risultati disastrosi come l’allargamento verso la Cascata delle Marmore -anziché bonificarla, come programmato da anni- si registra un grande assente: la Regione dell’Umbria, totalmente assorbita da alchimie elettoralistiche, ma parimenti sorda rispetto ai molteplici appelli che, da anni, associazioni e cittadini levano da Terni su una crisi ambientale così tanto rimossa da giungere ormai allo stadio di contaminazione alimentare.
Visto l’inquinamento profondo di una parte significativa della Conca e di alcuni dei suoi alimenti, in una situazione del genere sarebbe persino minimale soffermarsi sul come sia stato possibile riconoscere il marchio DOP a un olio prodotto a un passo dalla discarica Thyssen. Eppure dobbiamo chiedercelo, individuando anche qui le responsabilità.
E, a proposito di Thyssen, cos’altro serve alle Autorità perché ne esigano commissariamento e messa in sicurezza, esigendo l’ingresso temporaneo dello Stato ai fini del rilancio e del risanamento aziendale, pretendendo dai tedeschi un ingentissimo ristoro per i danni ambientali sin qui cagionati?”









