La presenza di strumenti semiautomatici per soccorrere gli infartuati si arricchisce di 14 unità e di 90 finanzieri addestrati ad usarli

Il progetto è stato denominato “Umbria da Vivere” e vede coinvolte la Guardia di Finanza dell’Umbria e la Croce Rossa Italiana regionale.
Il progetto (con il motto di “un defibrillatore a pochi minuti dal paziente”) prevede un contributo di 30 mila euro della Regione per l‘acquisto di 14 defibrillatori per le sedici sedi della Guardia di Finanza regionale e l’addestramento da parte della Croce Rossa Italiana di 90 unità delle Fiamme Gialle.
L’innovazione principale del nuovo modello di apparecchiatura rispetto al defibrillatore manuale sta nel fatto che esso solleva completamente il soccorritore occasionale (che comunque deve essere adeguatamente formato) dall’onere di fare la diagnosi, guidandolo nell’eventuale erogazione dello shock elettrico.

Nella maggior parte dei casi di attacco cardiorespiratorio intervenire velocemente vuol dire salvare la vita o comunque ridurre i danni alle persone.
Secondo l’assessore regionale alla sanità “l’intento è quello di arrivare a dotare di defibrillatori semiautomatici tutta una serie di strutture e luoghi ad alta frequentazione di persone, come stazioni ferroviarie, aeroporto, centri commerciali ad alta densità di affluenza, stadi, impianti sportivi, centri storici, centri industriali e produttivi”.
Ogni anno, in Italia – riferisce un comunicato della Regione – i decessi per “morte cardiaca improvvisa” oscillano dai 50 ai 70 mila.
Attualmente, alle dirette dipendenze dei “118” del Perugino, del Ternano e del Folignate, sul territorio umbro sono presenti 37 defibrillatori semiautomatici operativi su postazioni mobili e fisse di Polizia Municipale e Polizia Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione civile ed associazioni di volontariato.

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