L'istituzione tuderte segnala che, in base alla situazione dei ricoveri a Todi, non esiste necessità di prolungare il periodo di permanenza degli non autosufficienti in strutture non organizzate allo scopo
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La III Commissione consiliare regionale dell’Umbria ha in questi giorni espresso parere favorevole unanime alla proposta di modifiche al Regolamento regionale n. 16 del 2012 sull’autorizzazione al funzionamento dei servizi socio-assistenziali residenziali e semiresidenziali per le persone anziane autosufficienti.
Modifiche che andrebbero  nel senso che  tali persone, nei casi in cui  vengano accertate condizioni di sopravvenuta non autosufficienza delle stesse, potranno restare nell’inappropriata  struttura socio-assistenziale (es. Residenza servita), in attesa d’ingresso in una Residenza protetta per anziani non autosufficienti e cioè in quella appropriata,  non più solo 90 giorni ma fino a  6 mesi, con presa in carico dalle Aziende USL competenti con un programma di assistenza domiciliare integrata,  il tutto in base alla motivazione che il periodo di tempo di 90 giorni risulterebbe troppo stretto in ragione delle liste di attesa per entrare nelle Residenze protette.

In verità una tale situazione in Umbria risulta “ a pelle di leopardo”: molto più accentuata nel territorio ricadente nella Usl Umbria 2 – Terni, Spoleto, Foligno e ciò avrebbe spinto il consigliere regionale Massimo Buconi a chiedere sostanzialmente un aumento del periodo di “conservazione”.

Diversa la situazione per la Usl Umbria 1 dove in varie situazioni non si registrerebbero liste d’attesa lunghe e neppure corte.
Questa è la situazione che evidenzia la tuderte Veralli Cortesi che in proposito, con una letterea del Presidente Genitili  per il quale“ in proposito, non essendo stati in alcun modo consultati, riteniamo necessario e doveroso evidenziare che, almeno per quanto riguarda questa Residenza protetta accreditata istituzionalmente per n. 75 posti letto per anziani non autosufficienti, di cui n. 64 contrattualizzati con l’Azienda USL Umbria 1 e n. 11 utilizzati per  anziani non autosufficienti solventi in proprio, l’esistenza di una lista di attesa presso l’Azienda USL  non dipende dal fatto che i n. 64 posti letto convenzionati con l’AUSL stessa  siano costantemente tutti occupati e siano quindi oggettivamente impossibili nuovi ingressi,  in quanto le presenze medie degli ultimi 5 anni sui 64 posti letto appunto disponibili e vincolati risultano essere le seguenti:
anno :                       2010      2011      2012      2013      2014  
presenze medie:   62,52     61,04     61,06     59,13     60,95
per una  presenza media complessiva nel quinquennio di  n. 60,95 e quindi con almeno n. 3 posti letto  costantemente non utilizzati. 
A conferma di ciò, si evidenzia che anche la situazione alla data odierna vede n. 60 posti letto occupati sui 64 convenzionati.

Pertanto, o quello di Veralli Cortesi è un caso isolato e allora occorrerebbe capire perché,  dato che tali ingressi non dipendono da sue determinazioni , e soprattutto  provvedere alla completa, tempestiva e costante copertura  dei posti letto liberi, solo in  presenza della quale si può parlare correttamente di liste d’attesa, oppure sarebbe bene verificare attentamente i dati reali e completi delle presenze effettive nelle varie Residenze protette  prima di approvare definitivamente una norma che, oltre ad  avere comunque un costo a carico del Servizio sanitario, di fatto potrebbe ritardare, se non disincentivare ancora di più la piena utilizzazione dei posti letto delle strutture socio-sanitarie residenziali per gli anziani non autosufficienti, diminuire l’efficacia e la qualità dell’assistenza sanitaria ai soggetti  che, a livello  territoriale, oggettivamente  più  ne abbisognano e, nello stesso tempo, creare anche ulteriori problemi  ai bilanci degli Enti pubblici titolari di Residenze protette accreditate e convenzionate che, tra l’altro, per  mettere a norma ed adeguare le vecchie residenze ai requisiti strutturali e agli standard prescritti, hanno dovuto effettuare negli anni passati consistenti  investimenti, anche mediante indebitamento.”

 

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