L'amministrazione Comunale di Marsciano si oppone all'apposizione del vincolo paesaggistico su un terzo del territorio che determinerebbe tutta una serie di criticità a partire, naturalmente, dalle conseguenze negative che si avrebbero sulla fase di ricostruzione pesante già avviata, in termini di costi di riprogettazione e ulteriori lungaggini burocratiche.
TAR_UMBRIA

Il Consiglio comunale di Marsciano ha approvato a maggioranza un ordine del giorno con il quale esprime la propria sostanziale contrarietà all’ avvio del procedimento di vincolo paesaggistico e ambientale per una porzione di territorio comunale di circa 50 kmq che interessa gran parte dell’area nord del comune a partire dall’abitato di Morcella fino a Castiglione della Valle, includendo perciò anche tutta la ricostruzione post sisma.

L’apposizione del vincolo, come viene indicato nel documento approvato dal Consiglio, determina tutta una serie di criticità a partire, naturalmente, dalle conseguenze negative che si avrebbero sulla fase di ricostruzione pesante già avviata, in termini di costi di riprogettazione e ulteriori lungaggini burocratiche.
Si tratterebbe di un ulteriore colpo ad un territorio che al sisma sta già pagando un prezzo notevole in termini economici e sociali.

Le prescrizioni contenute nel vincolo determinerebbero inoltre il divieto, imposto ex-post, di realizzare un impianto di depurazione civile, contrariamente a quanto stabilito da Comune, ATI e Regione, a servizio della zona nord del Comune di Marsciano che ne è attualmente sprovvista. Impianto che permetterebbe, invece, di riqualificare il bacino idrico di un fiume, la qualità delle sue acque e delle falde acquifere dell’intero territorio interessato.

L’ordine del giorno approvato impegna, quindi, la Giunta comunale da un lato a chiedere che sulla dichiarazione di vincolo del territorio interessato dalla proposta della Sovrintendenza si esprima in via formale anche il Ministero dei Beni e delle Attività culturali, tenendo conto anche della già dichiarata contrarietà da parte della Regione Umbria, dall’altro lato a porre in essere ogni azione, anche attraverso il coinvolgimento dell’ANCI, delle forze sociali e dell’intera popolazione utile alla difesa degli strumenti esistenti che consentono, nella autonomia propria degli Enti Locali, politiche di auto governo del territorio nell’interesse generale delle comunità.

“Si vincola un territorio, pari ad un terzo dell’intero Comune, che la stessa Sovrintendenza riconosce ben conservato e tutelato. La nostra posizione – afferma il Sindaco Todini – è di netta contrarietà.
Noi riteniamo che lo strumento adatto per valutare e lavorare su eventuali maggiori tutele del paesaggio sia il Piano paesistico che la Regione dell’Umbria sta predisponendo. Uno strumento che, come i nostri Piani regolatori e a differenza del vincolo, prevede la partecipazione di tutti i soggetti interessati attraverso un’ampia fase di concertazione.
Il vincolo rappresenta invece un vero e proprio esproprio del ruolo che le leggi e la stessa Costituzione riservano alle comunità locali attraverso le loro assemblee elettive ed i loro organismi esecutivi.

Siamo alle prese con un atteggiamento dirigistico che sta provocando gravi danni economici in tutta la Regione bloccando opere finanziate e approvate dalla Sovrintendenza stessa, come il PIR di Spina, prima che il nuovo dirigente cambiasse i pareri espressi all’inizio.
Abbiamo appena approvato, inoltre, una variante di Piano Regolatore col parere positivo della Sovrintendenza avendo accolto tutte le sue proposte; il vincolo dopo pochi mesi lo rende di fatto inattuabile. Una commedia dell’assurdo che sta provocando danni incalcolabili, un capriccio di chi non si preoccupa delle conseguenze reali dei propri atti”.

“Siccome il tema dei rapporti con il nuovo Sovrintendente sta investendo pesantemente tutti i Comuni umbri – continua il Sindaco Todini – ritengo che sia opportuno che i parlamentari si attivino, insieme alla Regione, affinché il Ministro Franceschini prenda piena coscienza della situazione”.

In coerenza con quanto indicato nell’ordine del giorno, l’Amministrazione, insieme ai propri legali, sta lavorando in questi giorni per presentare un ricorso al Tar a difesa delle proprie prerogative di autogoverno e dei diritti di cittadini e imprese.

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